MONITORAGGIO IN ANESTESIA

Qualunque tecnica anestesiologica nel paziente sottoposto a procedure diagnostiche o terapeutiche può potenzialmente associarsi a rare complicanze determinate da farmaci e tecniche dell’anestesia, da problematiche correlate alla procedura o da patologie da cui è affetto il paziente.

Sebbene la frequenza degli incidenti correlati all’anestesia in pazienti veterinari sia notevolmente diminuita negli ultimi anni, la possibilità di un evento avverso non potrà mai essere totalmente azzerata.

Il monitoraggio del paziente non può prevenire tutti gli eventi avversi; tuttavia vi è una chiara evidenza che la sua applicazione sistematica e puntuale riduce notevolmente il rischio correlato agli stessi, anticipando le situazioni di criticità.

In questo contesto la presenza continuativa in sala operatoria di un medico veterinario con specifiche competenze nell’ambito anestesiologico costituisce il fattore determinante per la sicurezza del paziente durante l’anestesia.

Il paziente anestetizzato viene sottoposto a due tipi di monitoraggio; clinico e strumentale.

Il monitoraggio clinico prevede una visita pre-anestesiologica che fornisce al medico veterinario importanti informazioni sullo stato di salute dell’animale. Il monitoraggio clinico continua durante l’anestesia generale/sedazione con la rilevazione ad intervalli di tempo ravvicinati di frequenza cardiaca e qualità del polso, temperatura, colore delle mucose e tempo di riempimento capillare, frequenza respiratoria, posizione del occhio, riflesso palpebrale, diametro pupillare e tono della mandibola.

Ad integrazione dei dati raccolti clinicamente si sottopone il paziente a monitoraggio strumentale che, attraverso l’utilizzo di monitor multiparametrici, permette di apprezzare in tempo reale il livello e la qualità dell’anestesia e la situazione emodinamica e ventilatoria del paziente.

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